Statuto
Associazione di volontariato AGEDO Foggia

DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA

Art. 1
E’ costituita l’Associazione di volontariato denominata “Associazione di volontariato AGEDO Foggia”.

Art. 2
L’associazione, con sede in Foggia alla via Isonzo, 16, potrà istituire o chiudere sedi secondarie o sezioni anche in altre città d’Italia mediante delibera del Consiglio Direttivo.

Art. 3
La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato. I contenuti e la struttura dell’associazione sono ispirati a principi di solidarietà, di trasparenza e di democrazia che consentono l’effettiva partecipazione della compagine associativa alla vita dell’associazione stessa.

OGGETTO

Art. 4
L’Associazione di volontariato AGEDO Foggia è un’associazione di volontariato ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266 e come tale non ha fini di lucro, neanche indiretto, e opera esclusivamente per fini di solidarietà.
Lo scopo principale dell’Associazione è quello di valorizzare la persona, e in particolare la fascia della popolazione lgbt (lesbica, gay, bisessuale e transessuale) e le loro famiglie nonché prevenire e intervenire nei casi di disagio, discriminazione e violenza legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale. Essa promuove e persegue esclusivamente il fine della solidarietà umana, civile, culturale e sociale; è apartitica, aconfessionale, nonviolenta e pacifista.
L’associazione in particolare si propone di:

  • Realizzare iniziative per la promozione, il rispetto e la piena affermazione dei diritti umani, sociali e politici delle persone discriminate e/o emarginate nell’ambito territoriale in cui i soci operano, con particolare attenzione alla salute psicofisica, alla realtà familiare, all’attività lavorativa della popolazione lgbt.
  • Intervenire in area sociale e dei servizi socio-educativi, attuando ogni attività consona agli scopi sociali.
  • Favorire la tutela e la promozione della genitorialità responsabile e sostenere il benessere e la salute psicofisica dei minori.
  • Promuovere la progettazione partecipata, la consulenza e il dialogo europeista relativamente alle proprie finalità.
  • Promuovere interventi finalizzati alla dimensione delle differenze e, pertanto, al pieno coinvolgimento alla partecipazione e alla promozione dei diritti dei giovani e delle giovani, delle minoranze etniche, dei giovani e delle giovani lgbt, dei giovani e delle giovani immigrati, dei giovani e delle giovani disabili.
  • Stabilire convenzioni con soggetti privati, enti pubblici, aziende di servizio alla persona, cooperative e loro consorzi, istituti scolastici (di ogni ordine e grado) e della formazione (Università e simili), ONG, e altri organismi nazionali e sovranazionali, che a qualsiasi titolo perseguano analoghe finalità.
  • Sostenere e finanziare attività culturali – formative e di sostegno alle espressioni associative formali e non, alla dimensione del volontariato sul territorio locale, nazionale ed estero.
  • Supportare i metodi e le tecniche di coinvolgimento della popolazione (lgbt in particolare) ai processi decisionali; promuovere la cittadinanza attiva e responsabile in ogni sua dimensione; raccogliere e diffondere buone prassi e sperimentarla ove necessario e richiesto.

Tali attività sono finalizzate a migliorare la qualità di vita, materiale, spirituale e psicologica di queste persone e ciò all’insegna di principi etici, di solidarietà e di sussidiarietà.
Per il raggiungimento di dette finalità, l’associazione potrà anche collaborare, effettuare gemellaggi o aderire a qualsiasi ente pubblico o privato, locale, nazionale o internazionale, non-ché collaborare con organismi, movimenti o associazioni coi quali ritenga utile avere dei col-legamenti.
L’Associazione, per il raggiungimento dei propri scopi sociali, sotto l’osservanza di ogni prescrizione di legge, potrà compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari, creditizie e finanziarie che riterrà opportune.

MEZZI E METODOLOGIE

Art. 5
L’Associazione, che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale intende raggiungere lo scopo sociale grazie ai seguenti obiettivi e metodologie:
– La realizzazione di iniziative per la promozione, il rispetto e la piena affermazione dei diritti umani, sociali e politici delle persone lgbt non garantite e/o emarginate nell’ambito territoriale in cui i soci operano, con particolare attenzione alla salute e alla realtà familiare.
– Agevolare, da parte della famiglia d’origine, attraverso il lavoro degli operatori e dei volontari l’accettazione dell’identità del proprio figlio e del suo diritto a vivere tale identità in mo-do da salvaguardarne l’integrità e renderlo anche un soggetto sociale attivo.
– Promuovere la cultura del rispetto delle differenze umane.
– Incoraggiare e sostenere l’esplicitazione dei bisogni e la domanda di interventi e servizi regolari e diffusi nel territorio ove l’Associazione opera.
– Sostenere le forme di empowerment legate all’auspicabile mutamento di atteggiamenti, comportamenti, stati affettivi, livello di soddisfazione dei bisogni legati all’autostima e nel miglioramento della qualità e quantità delle relazioni familiari e/o amicali.
– Promuovere e sostenere la de-costruzione degli stereotipi e delle modalità relazionali disfunzionali legate all’omofobia e transfobia.
– Sostenere le capacità riorganizzative dei nuclei familiari nelle situazioni di disagio e sofferenza causate dal rifiuto del figlio o familiare omosessuale.
– Ritenere di primaria importanza l’opera di formazione e di sensibilizzazione degli insegnanti sulla base di obiettivi culturali, educativi e sociali riguardanti anche il contrasto bullismo e l’educazione alle differenze, comprese quelle di genere ed orientamento sessuale.
– Sollecitare le istituzioni scolastiche ad organizzare attività, incontri e dibattiti sulle problematiche relative all’ascolto e alla relazione con il mondo dei giovani;
– Promuovere la ricerca scientifico-culturale concernente lo studio e l’applicazione pratica e la divulgazione della sessuologia, e quanto altro riguarda il benessere psico-fisico della persona e la promozione della salute.
– Promuovere lo studio della sessualità e della psicologia applicata umana quale conoscenza del benessere psicofisico dell’individuo, nel rispetto del suo essere sessuato e delle sue esigenze individuali e relazionali; nei suoi aspetti antropologici, medici, psicologici, sociali, clinici, e culturali, dando impulso alla ricerca e allo sviluppo delle terapie attualmente utilizzate.
– La diffusione ed il sostegno, in tutti i settori sociali ed in ogni istituto civile e politico, delle iniziative per la difesa dei diritti umani fondamentali adottate in Italia ed all’estero da associazioni od Enti pubblici o privati.
Ciò attraverso:
* centri di ascolto a livello territoriale, centri di socializzazione, supporto a gruppi di auto-aiuto e qualsiasi altro mezzo di assistenza e di promozione della persona, proposti e curati direttamente dall’Associazione o da singoli suoi membri, in conformità alle leggi vigenti;
* iniziative per il sostegno ai nuclei familiari mediante la promozione ed il rispetto dei diritti della famiglia, l’educazione al dialogo e alla valorizzazione della libertà e della piena realizzazione umana e sociale di ogni singolo componente;
* esperienze di vita comunitaria per gruppi di famiglie aperte a nuove forme di accoglienza, di promozione umana e sociale di persone emarginate e non garantite;
* collaborazione alla redazione di progetti di assistenza, promossi da Enti pubblici, che non abbiano carattere sostitutivo di quelli di competenza degli stessi Enti pubblici, nel rispetto delle finalità dell’Associazione medesima e della normativa vigente in materia;
* collaborazione e conduzione di progetti di assistenza sociale promossi da Enti privati, nel rispetto delle finalità dell’Associazione medesima;
* realizzare studi e ricerche locali, nazionali ed internazionali in collaborazione ed in partnership con diverse Università, Dipartimenti ed Enti di ricerca in riferimento alle fenomenologie legate all’identità sessuale;
* organizzare corsi di formazione per educatori, genitori, docenti, operatori sociali e professionisti dell’area socio-sanitaria affinché siano in grado di: – sensibilizzare l’opinione pubblica verso i problemi legati all’identità di genere e all’orientamento sessuale; – affermare l’uguaglianza di diritti di ogni figlio; – creare un contesto che favorisca la crescita equilibrata e armoniosa, in totale sicurezza, e la costruzione dell’identità dei giovani ;
* attività di laboratorio artistico-creative;
* creare dinamiche di cooperazione con le strutture territoriali e di visibilità delle attività di contrasto all’esclusione sociale e alla discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere;
* offrire alla società civile, attraverso campagne di sensibilizzazione ed interventi nei mass media, informazioni corrette in ordine ai temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere da un punto di vista psicologico, sociologico ed educativo;
* realizzare un lavoro di rete con associazioni internazionali, finalizzato alla condivisione di buone prassi, la coprogettazione comunitaria e l’individuazione di politiche sociali e politiche pubbliche efficaci;
* produrre testi scientifici e divulgativi, video didattici e guide pedagogiche utilizzati in campo educativo o come supporto didattico;
* attuare interventi di prevenzione, primaria, secondaria e terziaria al suicidio in fase adolescenziale attraverso strumenti psicosociali individuali ed ecologici;
* offrire le propria expertise in ambito psico-sessuologico, sociologico ed educativo;
* incrementare il lavoro di rete (networking) ed il raccordo tra le strutture educative al fine di implementare strategie comuni per contrastare la violenza omofobica e transfobica;
* lavorare in sinergia con gli osservatori sul bullismo intervenendo con le azioni di ascolto, monitoraggio, informazione/ formazione dagli stessi programmate;
* proporre e realizzare interventi specifici nel settore educativo e formativo, atti a prevenire episodi di bullismo e violenza giovanile;
* realizzare incontri presso istituti e scuole di ogni ordine e grado, con docenti ed alunni, inerenti il bullismo omofobico e lo stigma di genere;
In riferimento alle aree fenomenologiche dei disturbi di genere l’ Associazione si ispira al principio che la dignità umana comprende il diritto di condurre una vita consona alla propria identità di genere ed il diritto di autodeterminare le personali scelte di vita.
L’Associazione si propone di favorire il confronto e la collaborazione di tutte le realtà interessate ai temi del transgenderismo e transessualismo al fine di approfondire la conoscenza di queste realtà a livello scientifico e sociale e promuovere aperture culturali verso la libertà di espressione delle persone transessuali e transgender in tutti i loro aspetti. In particolare, l’Associazione si adopera per la definizione di linee guida di intervento medico, chirurgico, psicologico e legale a garanzia della qualità dell’assistenza alle persone che intraprendono percorsi di adeguamento ed a garanzia delle attività dei professionisti.
L’Associazione si adopera per supportare la realizzazione di interventi integrati psico-medico-chirurgico-sociali in tutti i processi di adeguamento, attraverso:

  • la promozione di iniziative e ricerche scientifiche, culturali e socio-legali inerenti il transgenderismo e il transessualismo in campo nazionale e internazionale, proponendosi come punto di riferimento e di indirizzo operativo;
  • il favorire la nascita di realtà di supporto e di mutuo soccorso tra persone lgbt quali case-famiglia, alloggi, centri di prima accoglienza, cooperative di lavoro, case di accoglienza per malati di AIDS ecc;
  • la sollecitazione e la promozione della costituzione di una rete di servizi integrati sia pubbli-ci che privati su tutto il territorio nazionale, che consentano a tutti i livelli corretti ed efficaci interventi in materia;
  • l’istituzione un sistema di raccolta di dati idoneo a favorire la conoscenza articolata delle situazioni di transgenderismo e di transessualismo, nonché la conoscenza dei servizi offerti su tutto il territorio nazionale;
  • la partecipazione alle proprie attività di esperti ed operatori in campo clinico, sociale e giuridico;
  • la promozione di intese con le autorità politiche ed amministrative per lo sviluppo di misure idonee a migliorare la qualità della vita sociale e lavorativa delle persone transessuali e transgender;
  • la promozione di momenti culturali e ricreativi: aggregazione ed organizzazione delle persone lgbt con l’istituzione di momenti culturali, ricreativi, formativi, di supporto, di socializzazione, di confronto e di crescita;
  • l’istituzione di consultori pubblici e/o privati per favorire l’inserimento (o il reinserimento) delle persone transessuali e transgender nel mondo del lavoro; per consentirne una loro piena integrazione sociale; come aiuto per la ricerca di abitazioni; come centri di cultura transessuale e transgender volti a rispondere all’esigenza di incontro e/o confronto della realtà transessuale e trans gender;
  • formazione ed informazione sui problemi delle persone transessuali e transgender in parti-colare presso gli addetti ai servizi sociali, la polizia, le frontiere, gli uffici anagrafici, le strutture socio-sanitarie, gli enti di formazione scolastica, sindacati, associazione di categorie, ordine dei medici, aziende e i servizi che hanno o potrebbero avere utenza transessuale;
  • il riconoscimento delle persone transessuali e transgender e il loro diritto ad avere dei documenti consoni alla loro realtà psicologica per permettere una vita sociale libera da discriminazioni e/o ostacoli legati al loro sesso, genere ed orientamento sessuale;
  • l’istituzione di strutture locali di supporto alle persone con Disturbo dell’Identità di Genere (DIG) o intersessuate che prevedano: linee telefoniche di aiuto, counselling di genere, in-formazioni medico-legali, prevenzione delle malattie trasmissibili sessualmente, formazione di gruppi di auto-aiuto rivolti specificatamente a persone transessuali e transgender e/o intersessuate e loro familiari, partner, amici, al fine di favorire una migliore conoscenza e comprensione delle relative problematiche;
  • la promozione al diritto delle persone intersessuate all’autodeterminazione della propria identità di genere, abolendo (tranne nei casi in cui vi sia reale ed accertato rischio grave per la salute) la rettificazione chirurgica – e conseguente attribuzione anagrafica -alla quale sono attualmente sottoposte di prassi alla nascita;
  • l’impegno nella campagna di prevenzione e informazione contro le malattie a trasmissione sessuale attraverso la promozione di iniziative atte a raggiungere lo scopo. L’associazione tutela il lavoro e la presenza delle persone affette da HIV a tutti i livelli dell’Associazione;
  • la costruzione di un dialogo e la realizzazione di alleanze con le altre associazioni, i sindaca-ti, le forze sociali e i movimenti al fine di rafforzare la lotta contro le discriminazioni e i pregiudizi e contribuire ad un ampliamento della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli individui.

Al fine di svolgere le proprie attività l’Associazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. L’associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 266/1991, della partecipazione ad altre associazioni, società o Enti aventi scopi analoghi o connessi ai propri.
L’associazione è aperta a chiunque condivida principi di solidarietà.

SOCI

Art. 6
L’associazione si compone di un numero illimitato di soci, di due categorie:
– ordinari, che aderiscono all’associazione versando la quota sociale annuale;
– operativi, che aderiscono all’associazione prestando un’attività gratuita e volontaria secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo e versando la quota sociale annuale.
Tutti i soci godono degli stessi diritti e sono assoggettati agli stessi doveri. Possono chiedere di essere ammessi come soci sia le persone fisiche sia le persone giuridiche mediante inoltro di domanda scritta sulla quale decide senza obbligo di motivazione il Consiglio Direttivo.
L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato, con esclusione di partecipazioni temporanee alla vita associativa
Le somme versate per la quota sociale o contributo associativo, non sono rivalutabili, non sono trasmissibili.
In caso di domanda di ammissione a socio presentate da minorenni le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercente la potestà parentale. Il genitore che sottoscrive la domanda rappresenta il minore a tutti gli effetti nei confronti dell’associazione e risponde verso la stessa per tutte le obbligazioni dell’associato minorenne.

Art. 7
Gli associati sono tenuti ad osservare le disposizioni statutarie e regolamentari nonché le direttive e le deliberazioni che nell’ambito delle disposizioni medesime sono emanate dagli organi dell’associazione. Le prestazioni fornite dagli aderenti sono a titolo gratuito e non posso-no essere retribuite nemmeno dal beneficiario. Agli aderenti possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate, secondo opportuni parametri validi per tutti gli aderenti, preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo e approvati dall’Assemblea. Le attività degli aderenti sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro subordinato o auto-nomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’Associazione.

Art. 8
La qualità di socio può venir meno per espulsione, per recesso volontario e per decadenza.
Nel primo caso il Consiglio Direttivo delibera l’espulsione, previa contestazione degli addebiti e sentito il socio interessato, se possibile e richiesto dallo stesso, per atti compiuti in contra-sto a quanto previsto dal presente statuto o qualora siano intervenuti gravi motivi che rendano incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo. Nel secondo caso ogni socio può recedere dall’associazione in qualsiasi momento dandone comunicazione scritta al Consiglio Direttivo; tale recesso avrà decorrenza immediata.
Nel terzo caso la decadenza avviene su decisione del Consiglio Direttivo trascorsi sei mesi dal mancato versamento della quota sociale annuale. Resta fermo l’obbligo per il pagamento della quota sociale per l’anno in corso.
Gli associati che abbiano comunque cessato di appartenere all’associazione non possono ripetere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’associazione stessa.

DPENDENTI E COLLABORATORI AUTONOMI

Art. 9
L’associazione può assumere, nei limiti previsti dall’art.3 della L. 266/91, lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni occasionali o di lavoro autonomo, di esperti e consulenti, esclusivamente nei limiti necessari al regolare funzionamento e occorrenti a qualificare o specializzare l’attività da essa svolta.
I rapporti tra l’associazione ed i lavoratori dipendenti sono disciplinati dalla legge; i rapporti di collaborazione tra l’associazione ed i lavoratori autonomi sono disciplinati dalla legge e dalla convenzione che verrà stipulata tra l’associazione con ognuno di essi. I dipendenti ed i lavoratori autonomi sono, ai sensi di legge, assicurati contro l’infortunio e la responsabilità civile presso i terzi.

SERVIZIO CIVILE

Art. 10
Ai fini dello svolgimento delle attività sociali, l’Associazione prevede, in conformità alle leggi in materia, l’inserimento di volontari in servizio civile mediante convenzione diretta con i competenti organi dello Stato o indiretta attraverso Enti convenzionati con i medesimi.

RISORSE ECONOMICHE

Art. 11
Le risorse economiche dell’Associazione sono tratte da:
a) dalle quote sociali annue stabilite dal Consiglio Direttivo;
b) da eventuali proventi derivanti da attività associative (manifestazioni e iniziative);
c) da eventuali entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
d) da ogni altro contributo, ivi compresi donazioni, lasciti e rimborsi dovuti a convenzioni, che soci, non soci, enti pubblici o privati, diano per il raggiungimento dei fini dell’associazione.
L’Associazione non potrà ricevere contributi da partiti politici e non potrà svolgere attività diverse da quelle menzionate nel presente statuto ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
L’Associazione non può distribuire neppure in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Associazioni che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
L’Associazione impiegherà gli utili o gli avanzi di gestione esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle a esse direttamente connesse.

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 12
Sono organi dell’associazione:
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Presidente;
d) i Probiviri.
Tutte le cariche elettive sono gratuite. L’elezione degli organi dell’Associazione è basata sulla massima libertà di partecipazione all’elettorato sia attivo che passivo.

ASSEMBLEA DEI SOCI

Art. 13
L’assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazioni prese in conformità alla legge ed al presente statuto obbligano tutti gli associati.
L’assemblea è il massimo organo deliberante.
In particolare l’assemblea ha il compito:
a) di esaminare i problemi di ordine generale e di fissare le direttive per l’attività dell’associazione nonché di discutere e di deliberare sulle relazioni dell’attività sociale;
b) di nominare i membri del Consiglio Direttivo;
c) di nominare i Probiviri;
d) di ratificare l’entità delle quote sociali annue stabilita dal Consiglio Direttivo;
e) di approvare il bilancio consuntivo e quello preventivo;
f) di deliberare sulle modifiche dello statuto dell’associazione e sull’eventuale scioglimento dell’associazione stessa.
La partecipazione all’assemblea è personale e non sono ammesse deleghe.

Art. 14
L’assemblea è convocata presso la sede sociale o altrove purché nel territorio nazionale almeno una volta all’anno entro il mese di aprile.
Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta ciò venga richiesto dal Presidente dell’associazione, dal Consiglio Direttivo o da almeno un terzo dei soci.
La convocazione è fatta dal Presidente dell’associazione o da persona dallo stesso a ciò delegata, mediante comunicazione scritta consegnata a mano o tramite posta ordinaria o fax o e-mail inviata almeno otto giorni prima della data della riunione o mediante affissione dell’avviso di convocazione all’albo dell’associazione presso la sede almeno quindici giorni prima della data della riunione. Nella convocazione dovranno essere specificati l’ordine del giorno, la data, il luogo e l’ora dell’adunanza, sia di prima che di eventuale seconda convoca-zione. L’assemblea può essere convocata in seconda convocazione in ora successiva dello stesso giorno della prima convocazione.

Art. 15
Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti i soci maggiorenni in regola con il versamento della quota sociale.
Ogni socio ha diritto ad un voto. Le deliberazioni dell’assemblea in prima convocazione sono prese a maggioranza di voti e con la presenza fisica di almeno la metà degli associati.
In seconda convocazione le deliberazioni sono valide a maggioranza qualunque sia il numero degli intervenuti. Nel conteggio della maggioranza dei voti non si tiene conto degli astenuti.
Per la modificazione del presente statuto o per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati intervenuti sia in prima che in seconda convocazione.
L’assemblea è presieduta dal presidente dell’associazione o in sua assenza del vicepresidente o, in assenza di quest’ultimo, da un membro del Consiglio Direttivo designato dalla stessa assemblea. Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell’associazione o in caso di suo impedi-mento da persona nominata dal presidente dell’assemblea.
I verbali dell’assemblea saranno redatti dal segretario e firmati dal presidente e dal segretario stesso.

CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 16
Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di membri non inferiore a cinque e non superiore a undici. L’assemblea elegge il Consiglio Direttivo, determinando di volta in volta il numero dei componenti.
Il Consiglio Direttivo ha il compito di attuare le direttive generali stabilite dall’assemblea e di promuovere ogni iniziativa volta al conseguimento degli scopi sociali.
Al Consiglio Direttivo compete inoltre di assumere tutti i provvedimenti necessari per l’amministrazione ordinaria e straordinaria, l’organizzazione e il funzionamento dell’associazione, l’assunzione eventuale di personale dipendente; di predisporre il bilancio dell’associazione, sottoponendolo poi all’approvazione dell’assemblea; di stabilire la quota sociale annua-le dovuta dai soci.
Il Consiglio Direttivo può demandare ad uno o più consiglieri lo svolgimento di determinati incarichi e delegare a gruppi di lavoro lo studio di problemi specifici.

Art. 17
Il Consiglio Direttivo nomina tra i suoi membri il presidente dell’associazione, il vicepresidente, il tesoriere e il segretario. Il Segretario può ricoprire anche la carica di Tesoriere e viceversa.
Sarà in facoltà del Consiglio Direttivo preparare e stilare un apposito regolamento che, con-formandosi alle norme del presente statuto, dovrà regolare gli aspetti pratici e particolari della vita dell’associazione.
Detto regolamento dovrà essere sottoposto per l’approvazione all’assemblea che delibererà con le maggioranze ordinarie.

Art. 18
I membri del Consiglio Direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Se vengono a mancare uno o più consiglieri, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli, nominando al loro posto il socio o soci che nell’ultima elezione assembleare seguirono nella graduatoria della votazione.
In ogni caso i nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro nomina.
Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, il presidente deve convocare l’assemblea per nuove elezioni.

Art. 19
Il Consiglio Direttivo si raduna su invito del presidente ogni qualvolta se ne dimostri l’opportunità oppure quando ne facciano richiesta scritta almeno due membri del Consiglio stesso.
Ogni membro del Consiglio Direttivo dovrà essere invitato alle riunioni almeno tre giorni prima; solo in caso di urgenza il Consiglio Direttivo potrà essere convocato nelle ventiquattro ore.
L’avviso di convocazione, consegnato a mano o inviato tramite posta ordinaria o fax o e-mail o comunicato verbalmente, dovrà indicare gli argomenti posti all’ordine del giorno.

Art. 20
Per la validità della riunione del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza della maggioranza dei membri dello stesso.
La riunione è presieduta dal presidente dell’associazione o, in caso di sua assenza dal vicepresidente o in assenza di quest’ultimo da altro membro del Consiglio più anziano per partecipa-zione all’associazione.
Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell’associazione o in casi di sua assenza o impedimento da persona designata da chi presiede la riunione.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede.
Delle deliberazioni stesse sarà redatto verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario.

Art. 21
Al tesoriere spetta il compito di tenere e aggiornare i libri contabili e di predisporre il bilancio dell’associazione; tutti gli altri libri vengono tenuti dal segretario.

PRESIDENTE

Art. 22
Il Presidente, eletto dal Consiglio Direttivo, ha la legale rappresentanza dell’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio; firma gli atti e quanto occorra per l’esplicazione degli affari che vengono deliberati dal Consiglio Direttivo.
Il Presidente sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione; cura l’osservanza del presente Statuto, promuovendone la riforma, qualora si renda necessaria.
Il Presidente convoca e presiede le sedute del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea dei Soci, curando l’esecuzione delle relative deliberazioni ed adottando, nei casi d’urgenza, ogni provvedimento opportuno, che sottoporrà alla ratifica da parte del Consiglio Direttivo alla prima riunione.
Spettano al Presidente tutti i poteri che il Consiglio Direttivo delibererà di assegnargli.
Nei casi di decesso, dimissioni, decadenza, permanente impedimento del Presidente, ne fa le veci, fino all’elezione del nuovo Presidente, il Vice Presidente.

PROBIVIRI

Art. 23
L’assemblea qualora lo ritenga opportuno può eleggere un collegio di Probiviri, in numero massimo di tre, cui demandare secondo modalità da stabilirsi la vigilanza sulle attività dell’associazione e la risoluzione delle controversie che dovessero insorgere tra gli associati. Le deliberazioni del Collegio dei Probiviri sono inappellabili.

ESERCIZI SOCIALI

Art. 24
Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno e con la chiusura dell’esercizio verrà formato il bilancio che dovrà essere presentato all’assemblea per l’approvazione entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.

SCIOGLIMENTO

Art. 25
In caso di scioglimento il patrimonio dell’associazione non potrà essere diviso tra i soci ma, su proposta del Consiglio Direttivo approvata dall’assemblea, sarà interamente devoluto ad altra organizzazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 26
Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia, con particolare riferimento al codice civile, alla legge 11 agosto 1991, n. 266, alla legislazione regionale sul volontariato e alle loro eventuali variazioni.

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